Il COUNSELLING COGNITIVO RELAZIONALE

Il counselling nasce nella prima metà del Novecento da esperienze iniziali di volontariato e di assistenza a famiglie e individui con disagio socio-economico. Nel tempo ha conosciuto sviluppi e percorsi differenti nei vari contesti culturali.

Negli Stati Uniti, ad esempio, le prime esperienze in questo campo apparvero già  negli anni ‘40. Un contributo essenziale allo sviluppo di quest’approccio è stato fornito da Carl Rogers e Rollo May che hanno messo l’accento sulla qualità della relazione d’aiuto per ottenere dei risultati soddisfacenti nel lavoro terapeutico.

In Europa, invece, il counselling arriva più tardi e si sviluppa nei paesi Anglosassoni soltanto dagli anni ‘50. È praticato prevalentemente come strumento nei servizi sociali, nel campo dell’educazione e dei consultori familiari. In Italia s’iniziano a definire i primi concetti concernenti il counselling negli anni ‘80 e possiamo parlare di una diffusione più ampia soltanto negli anni ‘90. 

Secondo il modello cognitivo relazionale, le persone si gestiscono nella vita attraverso la costruzione di rappresentazioni (idee) e letture della realtà che vengono condivise e consolidate nella relazione con gli altri. Queste rappresentazioni sono frutto di modelli educativi e condizionamenti sociali, in pratica  strettamente legati alla  storia personale di ognuno.

In situazione di crisi o di cambiamenti, può succedere che comportamenti adottati in passato risultino essere inadeguati o addirittura ostacolino il raggiungimento di obiettivi in ambito personale, professionale o familiare.

Durante il percorso di counselling il cliente viene  sostenuto in un processo di decostruzione delle sue rappresentazioni: questo significa mettere in discussione idee e comportamenti che non sono più funzionali alla sua crescita personale e nella sua relazione con gli altri.